LA MUSICA ROMANTICA 




Nella prima metà del 1800 si diffuse in tutta Europa un vasto movimento culturale, nato in Germania ma destinato a contrassegnare il modo di pensare e di sentire di tutte le nazioni europee: il Romanticismo. Se gli ideali del periodo classico erano fondati sul primato assoluto della ragione, gli ideali romantici esaltavano l’irrazionalità, la libera espressione del sentimento individuale e collettivo: venivano così valorizzati l’amore patriottico, l’orgoglio per le tradizioni popolari e tutti i sentimenti spontanei dell’animo umano. Durante il Romanticismo la musica assunse una grande importanza; infatti, i pensatori romantici ritenevano che essa fosse la sola arte in grado di esprimere i sentimenti o le sensazioni più profonde dell’animo umano; anche le altre arti, come la letteratura o la pittura, potevano esprimere questi sentimenti, ma i loro mezzi (la parola, la figura, i colori, ecc.) erano limitati, e oltre una certa soglia non potevano andare. Dunque, tra le varie arti, la musica era considerata la regina, e tanto più lo era se si trattava di musica solo strumentale; infatti, la musica vocale, proprio perché legata alla parola e quindi ritenuta limitata, veniva considerata meno “espressiva” del genere strumentale. Da questo modo di vedere le cose nacque il concetto di “musica assoluta”; questa espressione indica il genere di musica esclusivamente strumentale, considerata, appunto, come l’arte perfetta, che riusciva ad esprimere anche i sentimenti più profondi dell’uomo. La musica romantica, quindi, si distinse per la profonda espressività, per il modo con cui cercò di dare intensità ai sentimenti, alle sensazioni ed alle immagini. Nella prima metà del 1800 si diffuse in tutta Europa un vasto movimento culturale, nato in Germania ma destinato a contrassegnare il modo di pensare e di sentire di tutte le nazioni europee: il Romanticismo. Se gli ideali del periodo classico erano fondati sul primato assoluto della ragione, gli ideali romantici esaltavano l’irrazionalità, la libera espressione del sentimento individuale e collettivo: venivano così valorizzati l’amore patriottico, l’orgoglio per le tradizioni popolari e tutti i sentimenti spontanei dell’animo umano. Durante il Romanticismo la musica assunse una grande importanza; infatti, i pensatori romantici ritenevano che essa fosse la sola arte in grado di esprimere i sentimenti o le sensazioni più profonde dell’animo umano; anche le altre arti, come la letteratura o la pittura, potevano esprimere questi sentimenti, ma i loro mezzi (la parola, la figura, i colori, ecc.) erano limitati, e oltre una certa soglia non potevano andare. Dunque, tra le varie arti, la musica era considerata la regina, e tanto più lo era se si trattava di musica solo strumentale; infatti, la musica vocale, proprio perché legata alla parola e quindi ritenuta limitata, veniva considerata meno “espressiva” del genere strumentale. Da questo modo di vedere le cose nacque il concetto di “musica assoluta”; questa espressione indica il genere di musica esclusivamente strumentale, considerata, appunto, come l’arte perfetta, che riusciva ad esprimere anche i sentimenti più profondi dell’uomo. La musica romantica, quindi, si distinse per la profonda espressività, per il modo con cui cercò di dare intensità ai sentimenti, alle sensazioni ed alle immagini. 
Caratteri generali 
Anche se in modo molto schematico, è possibile individuare alcune caratteristiche peculiari della produzione musicale di questo periodo: • La melodia sviluppa ed accresce la sua importanza; l'idea melodica, il tema musicale, è il centro della musica romantica e presenta caratteristiche di semplicità ed estrema cantabilità; soprattutto all’interno delle “scuole nazionali” si diffonde l’uso di attingere al patrimonio di canti e melodie popolari tradizionali. • Dal punto di vista ritmico, si amplia la gamma dei tempi musicali impiegati diversi anche all'interno del medesimo brano; il rigore temporale e ritmico caratteristico della musica del Settecento viene superato anche attraverso un ampio impiego delle variazioni di velocità (“rallentando”, “accelerando”). • Si dilata la gamma di sfumature dinamiche, ottenendo così livelli di intensità sonora estremamente differenziati: dal “pianissimo” impercettibile al “fortissimo” assordante. Questo allargamento della dinamica si sviluppa parallelamente al diffondersi dell'uso del pianoforte (il cui nome è indicativo della capacità dinamica di tale strumento) a scapito del clavicembalo e all'ampliamento dell'organico orchestrale, a sua volta legato alle ampie dimensioni delle nuove sale da concerto. • Viene notevolmente sviluppato anche l'aspetto timbrico, particolarmente attraverso l'uso di un numero maggiore di strumenti musicali dalle diverse e nuove sonorità; acquistano maggior importanza strumenti che in precedenza avevano scarso impiego (clarinetti, tromboni, arpa, percussioni); il musicista romantico sviluppa una particolare sensibilità alla autonoma capacità espressiva dei timbri sonori, intesi e utilizzati come “colori” da accostare, mescolare, ecc. • La forma e i modelli tradizionali del linguaggio musicale vengono “personalizzati” ogni compositore si sente libero di utilizzare gli schemi compositivi tradizionali (sonata, sinfonia, ecc.) in modo diverso, adattandoli alle proprie esigenze espressive. • Le leggi dell’armonia tonale tradizionale cominciano a vacillare di fronte all’uso spregiudicato di accordi dissonanti e di modulazioni inconsuete.
 Le composizioni sinfoniche 
Cresciuta in grandezza (dai 40 esecutori dell'orchestra classica agli oltre 100 di quella romantica) e nella sua composizione, l'orchestra trova larghissimo impiego nella musica del primo Ottocento, oltre che nella musica operistica, nell'esecuzione di sinfonie. Quest'ultimo genere musicale viene ampiamente frequentato dai musicisti romantici che, pur mantenendo fermo lo schema generale della forma classica (quattro movimenti), concentrano la loro attenzione sulle possibilità timbriche dell'orchestra sinfonica (un'attenzione analoga a quella dedicata dai pittori romantici ai diversi effetti cromatici ottenibili mediante l'impasto dei colori). Dalla sinfonia si sviluppano nuove forme, come il poema sinfonico, brano orchestrale in un solo tempo in cui l'autore intende narrare eventi e situazioni presentate in un “programma” illustrativo (poesie, quadri, racconti, impressioni della natura). Questa forma fu coltivata soprattutto dai musicisti delle “scuole nazionali”. Tra i più importanti autori di sinfonie, poemi sinfonici e brani musicali orchestrali di questo periodo ricordiamo: l'austriaco Franz Schubert (1797-1828), i tedeschi Felix Mendelssohn (1809-1847) e Robert Schumann (1810-1856), l'ungherese Franz Liszt (1811-1886) e il francese Hector Berlioz (1803-1869). Le composizioni pianistiche Il pianoforte è lo strumento “romantico” per eccellenza e non solo Lperché‚ le sue caratteristiche tecniche (grande dinamica e sonorità, notevole estensione, cantabilità e possibilità timbriche) corrispondono alle esigenze espressive del musicista romantico, ma anche perché‚ esso diviene elemento costante nell'arredamento delle case borghesi e protagonista, così, di quella pratica musicale “amatoriale” che prende il nome di “musica da salotto”. E’ nei salotti borghesi del primo Ottocento che prende forma la vasta letteratura pianistica del periodo romantico, costituita soprattutto da brevi composizioni dalla forma e struttura libera frutto della creatività istintiva e travolgente tipica dell'artista romantico, il cui stesso titolo (Notturno, Improvviso, Scherzo, Scena infantile, Serenata) ne definisce il carattere intimo e salottiero. Parallelamente, nelle sale da concerto, un diverso uso del pianoforte viene finalizzato a evidenziare le capacità tecniche dell'esecutore, il suo “virtuosismo”. Tra i compositori e i pianisti di maggior spicco in questo periodo ricordiamo: il polacco Fryderyk Chopin (1810-1849) e ancora Schubert, Schumann e Liszt, quest'ultimo molto noto per la sua abilità pianistica.
 Il Lied 
Composizione caratteristica dell'Ottocento tedesco, il Lied (“canto”) testimonia il felice incontro tra le due espressioni artistiche più tipicamente romantiche: la musica e la poesia. La forma musicale del Lied, un canto in lingua tedesca eseguito da una voce solista con l'accompagnamento, generalmente del pianoforte, segue infatti l'andamento dei versi e delle strofe di un testo poetico, tratto dall'opera di grandi poeti romantici, ma spesso anche dal vasto patrimonio di canti e poesie popolari che proprio allora, nello spirito del recupero delle tradizioni nazionali, venivano raccolti. Anche il Lied, per le sue particolari caratteristiche musicali, ha come ideale ambiente di diffusione il salotto romantico borghese. Fra i più noti autori di Lieder ricordiamo: Schubert, Schumann, Mendelssohn e più tardi, Johannes Brahms. Il melodramma Nel quadro del romanticismo musicale il melodramma, l'opera teatrale, ha uno sviluppo particolare e una storia separata; si diffonde e prospera, infatti, soprattutto in Francia e in Italia, dove gli ideali romantici vengono assorbiti più tardi e in modo diverso rispetto all'Inghilterra e alla Germania. Il melodramma ottocentesco, d'altra parte, rappresenta gli ideali e la cultura di un ambiente sociale diverso e più ampio rispetto alla borghesia salottiera del Nord Europa; il teatro d'opera è frequentato anche come occasione di incontro, soprattutto dalla piccola borghesia cittadina le cui aspirazioni sono meno “spirituali” e certamente più concrete: l'ideale romantico di “libertà” viene vissuto, ad esempio, non come un'aspirazione interiore, ma come anelito a una effettiva libertà politica. Il melodramma diviene, specie in Italia, la forma di spettacolo più diffusa ed amata, e non v’è piccola città di provincia che non costruisca il proprio teatro d’opera e non organizzi “stagioni” di rappresentazioni liriche. Nel melodramma italiano si ritrovano i seguenti ideali: nelle vicende rappresentate, spesso a sfondo storico, viene esaltata la figura dell'eroe liberatore o il popolo in rivolta contro l'oppressore; il popolo è rappresentato in scena dal coro. Gli stessi ideali trovano poi conferma e ulteriore sostegno in una struttura musicale dall'andamento ritmico energico ed incalzante e dalla melodia orecchiabile e accattivante. In questi anni, in Italia erano molto forti gli ideali “nazionalistici” di indipendenza e unità nazionale e quindi il pubblico era prontissimo a cogliere ed applaudire tutte le allusioni che avessero anche un vago riferimento politico e patriottico. Molti cori tratti dalle opere di Giuseppe Verdi divennero pretesti per manifestazioni pubbliche antiaustriache (molto noto è il coro “Va' pensiero” dal Nabucco), mentre le lettere del suo nome avrebbero fornito materia di propaganda politica: W V(ittorio) E(manuele) R(e) D’I(talia). Tra i più noti compositori italiani di melodrammi della prima metà del secolo ricordiamo: Gioacchino Rossini (1792-1868), Gaetano Donizetti (1797-1848), Vincenzo Bellini (1801-1835)








Compositori della Musica Classica


Tre grandi compositori: Haydn, Mozart, Beethoven

Haydn è il primo grande compositore classico

L’opera di Franz Joseph Haydn (Rohrau 1732 – Vienna 1809) testimonia il passaggio dalla musica barocca a quella classica. Nelle prime opere prevale il cosiddetto stile galante, leggero e gradevole, tipico del tardo barocco, benché caratterizzato da una maggiore semplicità e chiarezza.
Nelle ultime opere invece Haydn perfeziona la forma-sonata, arricchisce l’orchestra e punta non solo sulla chiarezza e sulla semplicità, ma soprattutto sulla razionalità delle strutture musicali.
Haydn, che fu anche autore di composizioni vocali, si distingueva soprattutto per la sua ricca produzione strumentale; all’interno di questa spiccano i quartetti, composizioni per quattro strumenti che Haydn portò a un tal livello di perfezione stilistica da costruire un punto di riferimento per grandi musicisti venuti dopo di lui.

Mozart porta a livelli di perfezione il linguaggio musicale del suo tempo

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791) non trascurò nessuno dei generi musicali del suo tempo, sia nella musica strumentale che in quella vocale. In soli trentacinque anni di vita egli fu autore di oltre 600 composizioni tra sonate, quartetti, concerti, sinfonie, divertimenti, messe. Inoltre scrisse moltissimo anche per il melodramma. Tra le opere più famose vi sono le tre composte su libretti dell’italiano Lorenzo da Ponte: Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte e, su libretto in tedesco, Il flauto magico.
Mozart è una delle figure più stupefacenti di tutta la storia della musica sia per il suo genio precoce e per la sua ricchissima produzione, sia per gli straordinari risultati raggiunti.
Egli non introdusse particolari novità ma seppe portare tutti gli elementi che caratterizzavano il linguaggio musicale della sua epoca a livelli di grande equilibrio e perfezione, emergendo molto al di sopra dei musicisti suoi contemporanei.
Dopo di lui si apre per la storia della musica un'epoca nuova.

Beethoven ha una concezione della musica che anticipa quella romantica

Sino alla fine del Settecento la musica sembrava un'arte meno importante della pittura e della letteratura, perché la letteratura e la pittura possono rappresentare la realtà con una chiarezza e con una precisione che piacevano molto agli illuministi; inoltre, la musica era ritenuta un semplice accompagnamento alle parole del testo poetico o del testo sacro.


Compositori della Musica Classica


Tre grandi compositori: Haydn, Mozart, Beethoven

Haydn è il primo grande compositore classico

L’opera di Franz Joseph Haydn (Rohrau 1732 – Vienna 1809) testimonia il passaggio dalla musica barocca a quella classica. Nelle prime opere prevale il cosiddetto stile galante, leggero e gradevole, tipico del tardo barocco, benché caratterizzato da una maggiore semplicità e chiarezza.
Nelle ultime opere invece Haydn perfeziona la forma-sonata, arricchisce l’orchestra e punta non solo sulla chiarezza e sulla semplicità, ma soprattutto sulla razionalità delle strutture musicali.
Haydn, che fu anche autore di composizioni vocali, si distingueva soprattutto per la sua ricca produzione strumentale; all’interno di questa spiccano i quartetti, composizioni per quattro strumenti che Haydn portò a un tal livello di perfezione stilistica da costruire un punto di riferimento per grandi musicisti venuti dopo di lui.

Mozart porta a livelli di perfezione il linguaggio musicale del suo tempo

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791) non trascurò nessuno dei generi musicali del suo tempo, sia nella musica strumentale che in quella vocale. In soli trentacinque anni di vita egli fu autore di oltre 600 composizioni tra sonate, quartetti, concerti, sinfonie, divertimenti, messe. Inoltre scrisse moltissimo anche per il melodramma. Tra le opere più famose vi sono le tre composte su libretti dell’italiano Lorenzo da Ponte: Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte e, su libretto in tedesco, Il flauto magico.
Mozart è una delle figure più stupefacenti di tutta la storia della musica sia per il suo genio precoce e per la sua ricchissima produzione, sia per gli straordinari risultati raggiunti.
Egli non introdusse particolari novità ma seppe portare tutti gli elementi che caratterizzavano il linguaggio musicale della sua epoca a livelli di grande equilibrio e perfezione, emergendo molto al di sopra dei musicisti suoi contemporanei.
Dopo di lui si apre per la storia della musica un'epoca nuova.

Beethoven ha una concezione della musica che anticipa quella romantica

Sino alla fine del Settecento la musica sembrava un'arte meno importante della pittura e della letteratura, perché la letteratura e la pittura possono rappresentare la realtà con una chiarezza e con una precisione che piacevano molto agli illuministi; inoltre, la musica era ritenuta un semplice accompagnamento alle parole del testo poetico o del testo sacro.


Compositori della Musica Classica


Tre grandi compositori: Haydn, Mozart, Beethoven

Haydn è il primo grande compositore classico

L’opera di Franz Joseph Haydn (Rohrau 1732 – Vienna 1809) testimonia il passaggio dalla musica barocca a quella classica. Nelle prime opere prevale il cosiddetto stile galante, leggero e gradevole, tipico del tardo barocco, benché caratterizzato da una maggiore semplicità e chiarezza.
Nelle ultime opere invece Haydn perfeziona la forma-sonata, arricchisce l’orchestra e punta non solo sulla chiarezza e sulla semplicità, ma soprattutto sulla razionalità delle strutture musicali.
Haydn, che fu anche autore di composizioni vocali, si distingueva soprattutto per la sua ricca produzione strumentale; all’interno di questa spiccano i quartetti, composizioni per quattro strumenti che Haydn portò a un tal livello di perfezione stilistica da costruire un punto di riferimento per grandi musicisti venuti dopo di lui.

Mozart porta a livelli di perfezione il linguaggio musicale del suo tempo

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791) non trascurò nessuno dei generi musicali del suo tempo, sia nella musica strumentale che in quella vocale. In soli trentacinque anni di vita egli fu autore di oltre 600 composizioni tra sonate, quartetti, concerti, sinfonie, divertimenti, messe. Inoltre scrisse moltissimo anche per il melodramma. Tra le opere più famose vi sono le tre composte su libretti dell’italiano Lorenzo da Ponte: Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte e, su libretto in tedesco, Il flauto magico.
Mozart è una delle figure più stupefacenti di tutta la storia della musica sia per il suo genio precoce e per la sua ricchissima produzione, sia per gli straordinari risultati raggiunti.
Egli non introdusse particolari novità ma seppe portare tutti gli elementi che caratterizzavano il linguaggio musicale della sua epoca a livelli di grande equilibrio e perfezione, emergendo molto al di sopra dei musicisti suoi contemporanei.
Dopo di lui si apre per la storia della musica un'epoca nuova.

Beethoven ha una concezione della musica che anticipa quella romantica

Sino alla fine del Settecento la musica sembrava un'arte meno importante della pittura e della letteratura, perché la letteratura e la pittura possono rappresentare la realtà con una chiarezza e con una precisione che piacevano molto agli illuministi; inoltre, la musica era ritenuta un semplice accompagnamento alle parole del testo poetico o del testo sacro.


Compositori della Musica Classica


Tre grandi compositori: Haydn, Mozart, Beethoven

Haydn è il primo grande compositore classico

L’opera di Franz Joseph Haydn (Rohrau 1732 – Vienna 1809) testimonia il passaggio dalla musica barocca a quella classica. Nelle prime opere prevale il cosiddetto stile galante, leggero e gradevole, tipico del tardo barocco, benché caratterizzato da una maggiore semplicità e chiarezza.
Nelle ultime opere invece Haydn perfeziona la forma-sonata, arricchisce l’orchestra e punta non solo sulla chiarezza e sulla semplicità, ma soprattutto sulla razionalità delle strutture musicali.
Haydn, che fu anche autore di composizioni vocali, si distingueva soprattutto per la sua ricca produzione strumentale; all’interno di questa spiccano i quartetti, composizioni per quattro strumenti che Haydn portò a un tal livello di perfezione stilistica da costruire un punto di riferimento per grandi musicisti venuti dopo di lui.

Mozart porta a livelli di perfezione il linguaggio musicale del suo tempo

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791) non trascurò nessuno dei generi musicali del suo tempo, sia nella musica strumentale che in quella vocale. In soli trentacinque anni di vita egli fu autore di oltre 600 composizioni tra sonate, quartetti, concerti, sinfonie, divertimenti, messe. Inoltre scrisse moltissimo anche per il melodramma. Tra le opere più famose vi sono le tre composte su libretti dell’italiano Lorenzo da Ponte: Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte e, su libretto in tedesco, Il flauto magico.
Mozart è una delle figure più stupefacenti di tutta la storia della musica sia per il suo genio precoce e per la sua ricchissima produzione, sia per gli straordinari risultati raggiunti.
Egli non introdusse particolari novità ma seppe portare tutti gli elementi che caratterizzavano il linguaggio musicale della sua epoca a livelli di grande equilibrio e perfezione, emergendo molto al di sopra dei musicisti suoi contemporanei.
Dopo di lui si apre per la storia della musica un'epoca nuova.

Beethoven ha una concezione della musica che anticipa quella romantica

Sino alla fine del Settecento la musica sembrava un'arte meno importante della pittura e della letteratura, perché la letteratura e la pittura possono rappresentare la realtà con una chiarezza e con una precisione che piacevano molto agli illuministi; inoltre, la musica era ritenuta un semplice accompagnamento alle parole del testo poetico o del testo sacro.


Compositori della Musica Classica


Tre grandi compositori: Haydn, Mozart, Beethoven

Haydn è il primo grande compositore classico

L’opera di Franz Joseph Haydn (Rohrau 1732 – Vienna 1809) testimonia il passaggio dalla musica barocca a quella classica. Nelle prime opere prevale il cosiddetto stile galante, leggero e gradevole, tipico del tardo barocco, benché caratterizzato da una maggiore semplicità e chiarezza.
Nelle ultime opere invece Haydn perfeziona la forma-sonata, arricchisce l’orchestra e punta non solo sulla chiarezza e sulla semplicità, ma soprattutto sulla razionalità delle strutture musicali.
Haydn, che fu anche autore di composizioni vocali, si distingueva soprattutto per la sua ricca produzione strumentale; all’interno di questa spiccano i quartetti, composizioni per quattro strumenti che Haydn portò a un tal livello di perfezione stilistica da costruire un punto di riferimento per grandi musicisti venuti dopo di lui.

Mozart porta a livelli di perfezione il linguaggio musicale del suo tempo

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791) non trascurò nessuno dei generi musicali del suo tempo, sia nella musica strumentale che in quella vocale. In soli trentacinque anni di vita egli fu autore di oltre 600 composizioni tra sonate, quartetti, concerti, sinfonie, divertimenti, messe. Inoltre scrisse moltissimo anche per il melodramma. Tra le opere più famose vi sono le tre composte su libretti dell’italiano Lorenzo da Ponte: Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte e, su libretto in tedesco, Il flauto magico.
Mozart è una delle figure più stupefacenti di tutta la storia della musica sia per il suo genio precoce e per la sua ricchissima produzione, sia per gli straordinari risultati raggiunti.
Egli non introdusse particolari novità ma seppe portare tutti gli elementi che caratterizzavano il linguaggio musicale della sua epoca a livelli di grande equilibrio e perfezione, emergendo molto al di sopra dei musicisti suoi contemporanei.
Dopo di lui si apre per la storia della musica un'epoca nuova.

Beethoven ha una concezione della musica che anticipa quella romantica

Sino alla fine del Settecento la musica sembrava un'arte meno importante della pittura e della letteratura, perché la letteratura e la pittura possono rappresentare la realtà con una chiarezza e con una precisione che piacevano molto agli illuministi; inoltre, la musica era ritenuta un semplice accompagnamento alle parole del testo poetico o del testo sacro.In questo articolo vorrei offrire una breve storia della musica classica. La musica classica è una musica che ha delle radici molto antiche ed è un genere considerato universale. La musica classica viene infatti amata e apprezzata in tutto il mondo. La storia della musica classica è molto lunga e di certo sono stati scritti interi manuali per cercare di non tralasciare nulla.
Nei prossimi passi vi farò una sintesi per parlarvi di una breve storia della musica classica.
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Origini della musica classica nel Medioevo

Le prime informazioni della breve storia della musica classica riguardano le origini della musica classica nel Medioevo. La musica classica ha origine nel Medioevo, infatti nel periodo del Medioevo ci fu una grande innovazione che venne apportata alla musica. Fino ad allora la musica era stata monodica cioè a una voce o a più voci o più strumenti che cantavano e suonavano all’unisono. La grande innovazione consiste nel modo di far emettere contemporaneamente più note diverse, alle voci e agli strumenti. In questo modo vi è la nascita così della polifonia, cioè appunto l'emissione contemporaneamente di più note divers

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